il ‘sensibile’ le carezze e lo spreco evolutivo

25 Giugno 2022 Lascia il tuo commento

Il sensibile deve tenere insieme la finitezza delle cose fisiche e l’innumerabile serie di approsimazioni del pensiero quando, preso da interesse, si applica a quelle stesse cose.

 

Ciò vale in specie e in massima espressione quando la cosa è un altro essere umano sicché, non potendo noi prescindere da questa preponderanza di specie, deve essere successo che ci risolvessimo, con ruffiana rassegnazione, alle carezze.

 

In quelle, una pur generica affettuosa intenzione diventava un movimento di oreficeria delle dita delle mani sulla sua guancia.

 

La Modulazione della Tenerezza, nella relazione tra la mano e gli oggetti, dovette porsi all’origine della manipolazione e del trattamento di ciascuno dei frammenti del mosaico costituente l’universo che suscitò nella mente le parole ‘cose’ ‘amore’ e ‘materia’.

 


Una carezza arresta lo smottamento evolutivo e genera una storia in cui l’umanità non è più soltanto il resto inatteso di un naturale spreco.


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