il problema della distanza

15 Febbraio 2015 Lascia il tuo commento

Piccolo piccolo ai tuoi occhi.Mando foto per pescare le tue dita nel vaso del miele. Per avere attenzione. Lo so che non troppo tardi risponderai. Delicatamente lo farai perché io non debba sentire altro che una svagata dolcezza. Creerai lo stupore di rimanere sempre un po’ di traverso che mi eviti di chiederti di noi in te. Arriverà la tua risposta come sempre con il dolce anestetico di un ritardo tollerabile. Il ritardo ha la natura duplice di farmaco e veleno. Nella ‘bassa’ letteratura sentimentalistica esiste un uso abbastanza disprezzabile in cui il sapore di un rossetto avvelena l’anima dei sedotti. Ma non questo è tra noi e questa tu non sei. L’uso che fai dei tempi distribuisce te nei miei dintorni secondo una semina per coltivazioni intensive. Sono amori invisibili che si coltivano nelle serre caldo umide del caffè. Sono passioni attorno a scuse di tavolini rotondi troppo piccoli. Passioni in alluminio laccato capaci di contenere al massimo due tazzine e il vasetto dello zucchero. In più c’è il lusso dei tovaglioli di carta dolce, i fazzoletti di grana vellutata tiepidi e teneri. La tua bocca ogni volta lascia impresso sul fazzoletto uno spicchio delle tue labbra. Quello io raccolgo furtivamente, lo nascondo in una tasca e infine torno al mio lavoro. Con quel segno di una ulteriore forma che imprimi al nostro ‘amore’ sceglierò altre immagini. Sono fotografie da guardare con te come fossi qui e che poi invece -siccome non ci sei- devo inviarti per mostrartele. A volte mi pare che il mio compito ma quello di tutti gli esseri umani, forse, sia di trovare la soluzione al problema delle distanze.


allegria/tempo
Fonderie

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