il mondo prima della mia ultima decisione

10 Maggio 2020 Lascia il tuo commento

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pineta e mare sullo sfondo

(collezione privata)

Fai che sia un preludio, la giornata. Cerchiamo degli incipit. Musicali. Sinfonici. Cerchiamo il coraggio. Mi viene a mente un colore da attribuire alla luce del mattino. Così ho deciso che la prima cosa che farò nella fase due sarà di spendere gli ultimi risparmi al negozio di mobili d’arte.

“Cerco un tavolo grande da posizionare accanto all’unica finestra di casa. Perché, deve sapere, ho una grande finestra che copre un’intera parete. E al tavolo siede ogni giorno la prima vernice dell’alba. Capisce? Capisce? Mi aiuta..?”

Così io: rivolto alla ragazza dell’accoglienza, varcata la porta abbacinante di cristallo.

“Perché se si deve ricominciare va fatto bene. Non le pare?” Concluderò.

“Certo signore. Mi segua.” Così lei.

Con professionale inconsistenza, con quella sua prospera bellezza che farà da arredo alla falegnameria d’arte che impreziosisce la strada di mezza periferia con le vetrine di esposizione.

E ruoterà sui tacchi a spillo. Tirerà con sé, nel bel mezzo del mare di luce artificiale dei saloni, tutto il suo corpo. Lasciando con furbizia, ultimo e indifeso, il braccio opposto alla rotazione.

Quell’arto sarà tutto ciò che conta. Il perno su cui ruoterà tutto. Poi il braccio della donna si manifesterà un’ala e una bandiera lieve e fluttuante che a sua volta trascinerà con sé, bianca, la mano sbadata che non si sarà mai accorta del proprio naufragio.

Si vuol dire, alfine, dunque, di queste realtà sempre più minuziose. La storia di una donna che invita a seguirla, che tira con sé ruotando il braccio ritardatario e la mano e agita l’onda d’aria e i flutti di svelta risacca delle dita frementi.

Si vuole dire di come non stupisca, in una tale atmosfera arredata di mobili di inutilizzabile bellezza, che essa, la mano, può restare per sempre nell’insenatura di costa di un’isola mediterranea, cioè il mondo fuori: ma poi invece la ragazza in un attimo di inattesa presa d’atto della propria interezza nella scenografia di questa iniziativa di stanotte, l’avrà sottratta al naufragio.

Quell’ultimo gesto, trascurato e salvifico, segna il limite del tempo. Del tempo com’era prima della mia decisione di intraprendere giornate definitivamente migliori con l’acquisto di un tavolo d’arte su cui far riflettere la luce della pineta sul mare al risveglio del sole.

Al tuo arrivo: in quei molti momenti che capisco che il tempo è pensiero.


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il ponte oltre la finestra
fiori per un amore

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