il lavoro di oggi

18 Novembre 2019 Lascia il tuo commento

Di prospettive necessitiamo. Di applicare l’idea ingenua di movimento al presente con cui imprimere sfocatura alle nostre istantanee.

Rendere evidente che ci siamo venuti a trovare all’incrocio di linee dense di significato. All’incrocio tra un minuto fa e il sempre. È assolutamente complicata da esprimere la ‘santità’ blasfema del vuoto che segue la soddisfazione del desiderio.

Dopo te è tempo che misura il proprio estendersi come si stira nella propria estrema rarefazione un pensiero di sottrazione. Che non è mai più terrore di un abbandono.

Il lavoro di tutto ‘oggi’ è stato di ottenere la sfocatura nella foto che ti mando. Avevo in mente gesti rapidi e misurati di rotazione orizzontale dell’obiettivo fotografico. Neanche so dirti se penso di esserci riuscito.

Comunque quello che vedi è l’immagine mentale del ricordo cauto di distogliermi da te ogni volta che vai via.

Devo fare piano a risistemare, nell’arco prospettico dell’antico panorama, il mondo nuovo che viene dopo noi(*).

(*) giacchè l’universo, di fatto, cambia anche solo dopo ogni parola che dici… ed io non so portare la dinamica del pensiero fin là… tu chiamalo ‘amore’ questo mio incespicare ai confini della fisica del pensiero.


Tag:

Categoria:

la vita, questo grande mistero, quando viene a prendermi e ride
deficit presunti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.