il filtro evanescente e le biomasse

7 Ottobre 2011 Lascia il tuo commento

il filtro evenescente e le biomasse

Il filtro evanescente della piccola fotocamera determina riproduzioni illusorie. L`alterazione della realta` esterna fa la figura dell´immagine mentale. Ho la foto di qualcosa che non raffigura alcuna realta`corrispondente nel mondo esterno. La mente agisce sulle cose e crea quello che non c`e`.

La ricerca e` la scoperta dei mezzi indispensabili di azione e movimento nel mondo cosi`si genera continuamente. All´opposizione verso l`idea di un io che media tra l´es e il mondo esterno, il pensiero attuale e´ un canto rivoluzionario che corre sull´asfalto d´argento, tra campi di mais e pale eoliche. La creazione continua dell´io costruisce questa terra in espansione.

Nel rapporto con le rigogliose spighe le mani affondano tra i semi – da sfarinare per il pane – nella percrezione delle figure di due ragazzi che si confondono con il colore del baldacchino arancio chiaro e violetto del campo infinito di granturco. Le poche parole e le esclamazioni ammiccanti, e ogni accoglienza riuscita sono fasi di un parto in questa nazione che si e` trasformata in una sala di ostetricia.

Il mondo umano ha mani potenti nelle smorfie fonetiche, negli sforzi incomprensibili quasi sempre che ci rivolgiamo a vicenda con questi indigeni alti e chiarissimi. Si nasce dunque tra spigoli di panno e grugniti di comprensive simpatie, e abbiamo facce perplesse nuove: la bellezza dei volti non ha parametri d´arte nota.

La natura umana dei rapporti tra gli elementi della figura non ha i gradienti della ricchezza e del potere. In questo paese, tutto gia` orientato alle energie alternative, noi, provenienti da un sotto-proletariato dello sviluppo non sostenibile, siamo biomasse sode in costante discussione. Qui la bellezza e` calore, la passione sta nel fuoco muto al fondo della caldaia.

E tuttavia io posseggo la fortuna della natura mia e negli occhi la stanchezza brucia via quando lo sguardo, che seguiva i profili della antica casa del poeta, cade giu` al richiamo di un nome: l´io fa il saltimbanco e il pagliaccio che cade ma mai piu` in ginocchio. Cade poi non muore piu`.

La nascita ha possibilita` di portare gli inermi fino alla stazione eretta. I muti al linguaggio articolato. La ricerca curando ricrea il pensiero: e` generazione continua di senso sotto forma di durate di affetti senza alcun vantaggio. Il ragazzino sbuca fuori dall`arancuio e il violetto delle nuvole dei giganti.

Gli amici che ci hanno spogliati e messi a dormire portano cornetti e caffe`: sono i corni del dilemma solito, amare o non amare? Ricomporre il candore del lenzuolo sui genitali o sorridere lasciando cadere gli ultimi pudori dal corpo bianco dell`ignoranza per la gratitudine che siamo `uguali` ?

La speranza e` la certezza della rivoluzione in un mondo dove il gotico delle cattedrali risplende addosso a donne che sono campanili bruni di bellezza. Penso alla follia del desiderio nella mente dell´uomo che esercita l`arte medica: invece di fuggire cerchero` dunque la mia identita` nella passione dello sguardo.

Posato sulla figura femminile gia` sparita mi costringe all`idea dell`ombra sul muro. Ma non sara` solo interesse erudito per la storia: è anche una profonda tristezza per la bellezza scomparsa appena adesso. E` noto a chi si occupi dei modi della  vita umana la nascita ha possibilita`:

di portare il pensiero all`azione sociale. La ricerca ha da tempo trovato che l`immagine e` lavoro di generare continuamente senso sotto forma di tempi variabili e durate differenti. La riflessione sulla vita intera e` la mano che adesso stringe il lembo di uno straccio di storia.

Cure e scoperte scientifiche scivolano via di fronte alla potenza di aver creato una lontananza con lo strapotere dei denari per il cibo e la benzina indispensabili al viaggio. La scieza politica si e` innestata nella cattedrale svettante dell`amore: dato per scontato da quasi tutti. Ma c`erano guglie salvate oltre il letto imperiale delle nuvole.

Ho teso quassu` il cavo di acciaio, ho fondato il regno del ghiaccio nel cielo che guarda il nord  Con i piedi forti di acciaio sulle corde della traversata. Tengo la nudita` sulla porta come un insulto in `volgare` che dura un momento soltanto e sparisce: come la follia del piacere. Nella mente la percezione cosciente.

Di un corpo bellissimo di donna che ha consentito la distrazione dalla ricerca sulla genesi ignota del desiderio per l`immagine interna. E allora forse la sanita` torna solo nella frase che non e` proprio pensiero verbale cosciente. Perche` e` suono che nell`amore dell`orgasmo perde il suo preciso significato.

Le parole possono essere un canto rivoluzionario nel campo di granturco al centro di una cultura morente.

“HASTA SIEMPRE !”

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il nostro segreto amore tutto in 'lei racchiusa'
la voce dove nasci è impervia

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