I soldi buoni

18 Giugno 2017 Lascia il tuo commento

 

“gabbiano meccanico”

 

Potrei sparare al nemico. In certe condizioni. Il proiettile si sfarinerebbe. Non uccidendo nessuno. Ma chi è il nemico si sospetta: è me, un aspetto inaspettato di me. Un io irriconoscibile. Il figlio dimenticato. Il ragazzino bastardo alla porta della mia capannuccia di canne e fango. Non siamo uno invariabile. Mi devo guardare dall’illusione d’essere arrivato. Così fondo una modesta etica personale. Transitoria ma necessaria come un fazzoletto candido di lino per il sudore sulla fronte al colmo delle scale. Mi costringo. Ogni giorno metto in tasca solo quei soldi che mi paiono guadagnati bene. Evito di prendere dalle mani delle persone danaro compromettente. Questo modo è anche un ‘non uccidere’. Come le parole che sfarinano in suono e tingono di toni colorati l’aria. Dicono che non si comprende cosa io intenda dire. Io non intendo dire, infatti. Non ho la pretesa. Ho il tempo e, talvolta, un di più di pensare. Tolti i giudici dattorno il pensare fluisce e inonda i campi di grano quasi maturo che attraverso in giorni così. La prima parte. Prima del lavoro. Che precede la notte buona o cattiva a seconda del tono dei sorrisi.

 


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Amori a distanza
“Dimmi, dimmi…”

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