Grazia dell’architetto contro la natura divina

13 Luglio 2017 Lascia il tuo commento

Un importante risultato mattutino il dilagare della luce sul pavimento.

Il semicerchio dell’onda luminosa entra sotto la porta chiusa e sfiora il lato lungo del letto.

Il mattino, da che si costruiscono stanze con porte e finestre, è un fenomeno duplice: massa voluminosa di luce nelle sale aperte, e onda piana che sotto le porte chiuse curva sfumando nelle camere buie.

La civiltà è in questa penombra misurata e composta dall’arte e dalla tecnica delle costruzioni.

Ma altrove resta inalterata l’umanità. Mi pare di vederla nell’azione inarrestabile della nostra specie che indirizza la vita mentale all’iniziativa di proteggere e rilanciare i fondamenti della salute del pensiero.

Noi costruiamo modulando l’ingresso della luce negli interni delle nostre case, raddoppiando o sfumando i movimenti del sole.

E l’umanità ricrea le aperture grandi delle grotte e le fessure tra i massi di protezione degli ingressi.

Lo specifico umano che si esprime prima del sonno e prima del sesso – essenziali per la vita del pensiero – difende l’architetto che disegna la pianta delle case.

Poi dal disegno sul foglio esse si innalzano come un grido sotto la spinta del lavoro sapiente dei muratori e dei falegnami.

E su di noi ricade l’ombra protettiva: la grazia inattesa che modera il potere distruttivo della natura divina.

 


Credenza del paradiso
Ascolto e generazione

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