forme che la vita prende

30 Maggio 2020 Lascia il tuo commento

Cos’è in fondo? Cosa sono questi graffi se non superfici di ferro chiaro sbiancati con un acido sconosciuto. E, sopra, incontentabile, altro lavoro di volontà. Ci furono incollati abilmente avvisi e preghiere commerciali. C’erano attaccate le tesi come sul portone di una cattedrale. C’erano ordini e inviti. Forme che la vita prende.

Oltre quello che c’era hai voluto essere bella che già bastava quello che vedevo.

Guardo, da ieri, inebetito di felicità,  il grande pannello invecchiato al sole e all’aria e al freddo. Sono io. Il rettangolo delle affissioni con quei frammenti di carta abbrustolita è uguale a me e traversa i miei occhi con quei triangoli irregolari di niente più proprio come io traverso la piazza seguendo percorsi diagonali che tagliano via tutto quello che disprezzo.

Sono fermo da ieri di fronte ai resti dei manifesti strappati come un ragazzino davanti ai gelati nelle vasche profonde di alluminio lucente. Sono io, ora, che abbiamo preso ad amarci come si deve. Restituito.


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