dio, non dio

5 Dicembre 2019 Lascia il tuo commento

Animo (maschile amichevole di anima) è una funzione cerebrale. Non c’è un oltre. Ateisticamente, anima è requisito di genere: umano. Umanità che non sa permeare nulla.

A causa di questa privazione noi viviamo costantemente affacciati dai nostri balconi sulle finestre e i balconi dei dirimpettai.

È perché siamo inclini alle molte forme dell’intimità. Disinteressati alle conclusioni. Inconcludenti semmai, per scelta deliberata.

Sempre in cerca di umanità le cose si mettono male se non ci sono altre anime in giro. Questa specie senza dio è sentimentale. Per non accecarsi si innamora.

Con la mano nelle mani di un’altra abbiamo visioni intraprendenti. Sono amori ancora sperimentali.  Distillazioni più che rivelazioni.

Siamo cardiologi che accudiscono cuori d’aria. Cuori belli come camere ospitali di un palazzo sul mare.

Cuori che possono morire di buio, per un distacco, per un niente.

Noi sappiamo d’essere vivi per il miracolo di un viso e di un nome. Che non c’è un oltre.

Siamo anime senza dio. Non abbiamo cresciuto in noi la fede nella speranza ma un odio istintivo per le allusioni.

Sappiamo guarire dall’amore e dal distacco. Le parole che curano sono le stesse.

“Resto qui. Non ti lascio. Non lo farò mai.” E si noterà che sono differenti da una preghiera.


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precisazioni in relazione a vedere e immaginare
rilevanze statistiche, maestria, fiato non più trattenuto

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