deficit presunti

18 Novembre 2019 Lascia il tuo commento

Il mio mutismo poteva restare una disgrazia. Ma -per quanto ogni lesione che provoca un danno sia una porta attraverso la quale una certa quota di morte entra nelle stanze della vita prima della fine- l’esenzione dall’obbligo di parlare è stata un regalo.

Il mutismo è il dono della riservatezza, infine. Si sta ben piantati nel mezzo della pista della propria esistenza senza rispondere a nessuno. Senza dire nulla.

Poi le mie labbra, proibite alle parole, si posarono-furenti di quel silenzio- sulle tue. Il pensiero era di dover implorare il tuo perdono per non saperti recitare sonetti.

Avevo affronto da sempre la rabbia altrui nascosta dietro una spazientita tolleranza. Anche di fronte ad un ‘minus’ tutti hanno il terrore che un modo lesionato di amare possa rivelare il fascino imprevisto di una eccezionalità.

I baci di labbra mute sono assai eloquenti: dodicimila i giri del motore del cuore nei rettilinei davanti ai box. E dalla tribuna d’onore si vede sfrecciare l’amore come un bolide di formula uno.

I più restano ammutoliti dal fragore svergognato della condiscendenza di chi riesce ad unirsi, con speciale appassionato intendimento, a certe presunte minorità.

Io da subito vidi tutto. Capii tutto. Continuai a tenerti stretta. E ancora mi lascio amare. Spettatore muto della mia propria sorte che con te si è accesa di nuovo.

Il pulsante rosso dello starter aveva dato il via ad una ignizione di ingegneria futuristica. Immediatamente fummo lanciati avanti insieme. E, nella galleria che traversa quel torrido boato, le parole comunque non servono.


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