cronache dell’ultima infanzia

31 Gennaio 2021 Lascia il tuo commento

foto

 

lux

 

(Polaroid)

 

 

Ragazzino, non ridevo, nella foto, come se la tristezza e la serietà fossero stati d’animo noti e ammissibili. Il volto esterrefatto segue certe luci dietro le spalle dell’operatore del filmino della festa. Sembra un modo non intenzionale di guardare, un volgermi svagato, per evitare di rendere conto di eventi fondativi. Quel non ridere, inatteso data la circostanza, interroga gli spettatori che, a sviluppo e stampa avvenuti, immagino, oramai al di qua di quel momento, con un plauso interrotto. Impersonavo un antipatico eroismo beffardo per il fatto, finalmente ricordo, d’essermi innamorato a quei miei cinque anni. Ora, dunque, posso avvicinarmi un po’ di piu a quel volto impassibile e quello sguardo disinteressato all’obiettivo. Posso guardarne le cause nello stordimento poetico d’affanni amorosi e nell’incresciosa precocità ormonale.

 

La foto coglie un episodio di cronaca dell’ultima infanzia quando sembra che avessi già imparato che la condiscendenza non sarebbe mai più dovuta precipitare in devota rassegnazione.


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mai più alcuna diluita somiglianza
Fujisan o Fujiyama(*)

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