Comprensione della guerra

25 Marzo 2017 Lascia il tuo commento

 

Ci mise due anni a prepararsi con il cavallo e l’armatura nei tornei ma la guerra è peggio da vincere e un colpo di sfortuna lo travolse tutto nel fango e si procurò una ferita leggera ma il disonore del mucchio che era in terra lui e l’animale restò indimenticabile e tolse il ridere per un bel pezzo e questa è una sconfitta, capì. Noi, al contrario, dimenticati, eccoci improvvisamente chiamati in gioco alla giostra. “Non capisco, non capisco storco gli occhi tra le righe della scrittura” dice la donna cui regalo le croste di formaggio succose e resistenti ai morsi. Così mi viene da dire: che la scrittura è misteriosa alla lettura solo per poco amore per scarsa volontà per poco masticare. Le ho disegnato l’anatomia delle giunture tra osso temporale e mandibola. Che possa farsi la mappa del caldo tropicale degli attriti dello strusciare delle cartilagini, l’atlante anatomico della terra che parla e ride o mastica amaro e rumina la propria sordità e morde. Che non siamo sempre uguali a noi stessi e neanche, mai a lungo, uguali tra di noi. Se il caso, che domina con un setaccio le mutazioni, ci risparmierà, sapremo quello che potevamo: che ora ci precede e che ci aspetta nel futuro anteriore dove avremo visto noi domani.

 


Per sempre e un’intelligenza artificiale
giordano bruno

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