carcasse

10 Luglio 2020 Lascia il tuo commento

Guardami mentre seduto in silenzio sto pensando e vedrai la carcassa di una preda che sanguina. Tutto il dolore che uno può immaginare si senta  nelle condizioni d’esser ferito non assomiglia in niente al dolore di chi si trova ad esser colpito da proiettili o frecce.

 

Mi vedi mentre seduto in silenzio sto pensando e forse vedi il bufalo che è cacciato con esperienza. L’uomo innamorato o abbandonato è una preda. Cacciato con esperienza da consolatori e conoscenti che si illudono d’essere nei sui panni: capire.

 

Non che pensare in silenzio sia doloroso. Ma se voglio chiarirti la differente natura del sentire di ciascuno di fronte al genere umano mi serve la rappresentazione del dolore che non può essere condiviso. Mettersi nei panni dell’altro è uno sforzo inumano. Un prestito d’attenzione e passione. Un diffondere energie al vento.

 

Le nostre lacrime addosso all’altro che non può sentire nulla. Ci guarda, stupefatto: che ci facciamo la. Sulla pianura della strage? Come può riguardarci se solo di una persona è stato fatto scempio?

 

Ecco. Io ti sono vicino e ti vedo bellissima. Ma non riesco a condividere con te lo sproporzionato sentimento di mancanza che quell’eccesso mi causa nell’essere al tuo cospetto.

 

Tu sorridi. Bonaria. In una poesia cruda da addentare ridendo. Mentre dici sono tua venti polari mi si agitano in mente. Come fermare l’onda di desiderio che agiti muovendoti?

 

Tu dici sono tua fino alla fine ed eccomi nella prateria, il cuore in corsa, la lingua che bagna l’erba alta. Un animale sapientemente cacciato.

 

È bene che ci sia sempre il desiderio per portare tutto il discorso tra noi sulla riva del fiume. Pericolo e salvezza.


appartenere ad una terra
07/07/2020

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