azioni che limitano il vuoto

1 Settembre 2020 1 Commento

gif animata

ragion d’essere

(collezione privata)

 

 

Ogni parete è un quadro. Anche quella libera, dietro al divano: illuminata di traverso dalle ‘sue’ due finestre ride o piange senza mezzi termini, cioè sorride sfacciata le belle giornate e piange senza posa e senza ritegno quando è nero, fuori, per le nuvole basse e dense.

 

Tagli trasversali di luce sviluppano sulla parete linee che sembrano nascere e staccarsi dal suo perimetro: sono quadrilateri d’ombra irregolari, stirati di qua e di là dalla rotazione del sole fuori.

 

Dove le aree si sommano fanno ombre più scure. Altrimenti il colore, liberato, esprime il bianco avorio del muro.

 

Io, grazie alla mia puntualità nel far fronte alle esazioni del proprietario (devo precisarlo perché sia chiaro che il tempo della ricerca ha un costo!) sono unico spettatore di quella pittura meteorologica.

 

Su questo palcoscenico proietto certe storie di noi che fumigano per passione dalla mia testa che poi resta quasi vuota di volontà ma piena d’amore sapiente o meglio di umori sápidi.

 

Immagino che l’area di una parete, come la superficie di una tela, non si possa dire che è riempita dalla somma dei volumi delle ‘figure’, e che (invece!!!) sia il tempo necessario al movimento del disegno a colmare quel ‘vuoto’.

 


Il pensiero di te è dunque, nelle attuali circostanze nelle quali mi dedico a certi aspetti di estetica delle relazioni, una pittura intima, una azione della mia mente, lo sviluppo di una ‘linea’ di pensiero che ricrea il tempo che, senza te, sembrava ‘perduto’. 


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Categoria:

dislocazione di un ‘centro’
lavori di sartoria minima

1 commento

  • Antonella says:

    Il soffitto della mia camera proiettava ombre di cavalli al galoppo sulla spiaggia, voli di farfalle e di uccelli, chiome folte di alberi da abitare, libri che si sfogliavano da soli, liberando nell’aria note musicali e sillabi da interpretare. Era la tenda di pizzo che, giocando con i raggi del sole o della luna, dava il via alle mie narrazioni . Sono sempre quella bambina ed osservo ancora il soffitto per narrare e sognare…è vero, io sogno da sveglia.

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