audrey h.

21 Gennaio 2011 Lascia il tuo commento

venerdì, 21 gennaio 2011

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audrey h.

Aspettare col piglio di una duchessa. Sempre non offendere. ‘Le parole’ è l’unico modo. Con il linguaggio si distrugge e si costruisce. Si gira intorno da sempre all’anima di una donna e degli uomini. ‘A parole’ sempre nei pressi del pensiero. Che peraltro nasce dentro ammassi densi di cellule non più speciali di altre.

A meno che non decidiamo di tacere definitivamente finiremo con lo scoprire che l’anima è precisamente un pensiero. Un parziale disconoscimento della verità ma anche una serie di delicate analogie. Che restiamo innocenti. Anche se il linguaggio che è approssimazione di un ‘sembrare’ si origina perché l’anima va via.

Nonostante che costruiamo le idee migliori su quello che manca. Che spesso l’intimità corra sul ciglio del disappunto. E le decisioni definitive abbiano avuto conclusioni transitorie. E che persino la permalosità possa avere una potenza costitutiva. Noi siamo inequivocabilmente fervida eleganza. E il nostro pensare una inchiesta magistrale.

Una definitiva innocenza sta alla nascita del pensiero (Nei paragrafi successivi…)

Al pensiero è indispensabile la grazia che limiti il fervore. Un fervore senza fine per assenza di grazia farebbe un mondo senza apparizioni. Il pensiero senza apparizioni è una traversata in mezzo ai granchi. Perché il mare si aprirebbe senza la delizia del miracolo. Fervore e grazia sono attributi della materia da cui origina il pensiero.

Tu ed io la delizia della sabbia dorata (Altri scenari…)

Smarrite le coordinate della grazia -e a meno che non decidiamo di tacere- la verbalizzazione diventa illimitata. Il linguaggio un universo in espansione. Il cui illusorio margine è il latente. Il latente è un invenzione per evitare di nominare l’assenza di delizia del pensiero astratto e senza limiti. E’ imposizione di un superfluo alla nudità.

Le duchesse hanno una formazione di aristocrazia. Quando si scontrano con la pazienza insulsa del ritardo prendono luce. Tutte assorte hanno lampante il segreto. Hanno la sguaiata riservatezza che costringe al silenzio o alla rabbia. Segreti evidenti. Di una evidenza così sfacciata da poterla tacere.

Un filo sottile si svolge nello spazio tra cielo e figura.

(Ma il disegno è una immagine, non la rappresentazione del pensiero verbale di un concetto).


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