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27 Marzo 2020 2 Commenti

Etty Hillesum, Lettere 1941-1943
Lettera n.8,


Amsterdam. Senza data, probabilmente luglio 1942, otto del mattino.)

A Julius Spier

“Sulle cose ultime e gravi della vita e della sofferenza non si può parlare, la voce non ce la fa. Comprendo tutto di te e con te condivido ogni peso, e ho di nuovo ringraziato Dio che ci sia nella mia vita una persona come te. Devi aver cura della tua salute: se vuoi aiutare Dio, questo è il tuo primo, sacrosanto dovere. Una persona come te, una delle poche ancora in grado di dare autentico ricetto a un po’ di vita, di sofferenza e di Dio – i più hanno già da tempo rinunciato, e per loro «vita», «sofferenza» e «Dio» sono solo parole vuote – ha il sacrosanto dovere di mantenere il più possibile in buona salute il proprio corpo, la propria «casa terrena», per poter offrire ospitalità a Dio quanto più a lungo possibile. La fine è ancora lontana. Anch’io avrò buona cura di me. Ho tante energie. Puoi prenderle tutte, e in me ne sorgeranno di nuove. Ti voglio un bene immenso, la mia anima vuole un bene immenso alla tua anima. Di tanto in tanto la mia anima vorrebbe coricarsi accanto alla tua anima. A poco a poco non ha più nulla a che fare con il desiderio che una donna può provare per un uomo. A volte vorrei poter distendere il mio corpo nudo, così come Dio l’ha creato, accanto al tuo corpo nudo, così come Dio l’ha creato – e in questo modo avrei solo la sensazione che la mia anima potrebbe distendersi accanto alla tua.
Se in un’epoca come questa non si crolla per la tristezza o non ci si indurisce e si diviene cinici, o non si tende alla rassegnazione – e tutto ciò per proteggere se stessi -, allora si diventa sempre più teneri e dolci, e sciolti, comprensivi e affettuosi. So come questo accade dentro di te, e tu mi hai accolta nel tuo percorso e io vivo con te – in tutto, fino al tuo ultimo respiro. Sono sempre con te e vicino a te e, se mai qualcuno ci separerà, continuerò a seguire il tuo stesso cammino sino alla fine. La mia fermezza e il mio amore hanno mille anni, e di mille anni invecchiano ogni giorno.
Questo momento storico, così come lo stiamo vivendo adesso, io ho la forza di sostenerlo, di portarlo tutto sulle spalle senza crollare sotto il suo peso, e posso perfino perdonare Dio, che le cose vadano come devono andare. Il fatto è che si ha tanto amore in sé, da riuscire a perdonare Dio!!
E devi aver cura della tua salute e riposare e riposare, adesso non posso starti vicino a lungo -nel pensiero però sono sempre con te-, ma promettimi che ti riguarderai. Ed ecco: sento che stai aprendo le tende, tra poco verrai dunque da me?
A mezzogiorno cercherò di fare un salto, ne ho tanto desiderio…”

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2 commenti

  • larisa says:

    Tutta la vita potessimo
    Tutta la vita vivere di
    vita riso e letteratura
    e in bianco fosse tutto
    bianca la vita
    come le notti di Pietroburgo
    e in bianco il riso
    parco e nuziale
    e bianchi i libri tutti

    Non più nere le parole,
    ma bianche.

    Non ci annoieremmo più di noia
    la chiameremmo noi
    Purezza

  • Rita says:

    Etty così attuale
    Saluti dall’Olanda
    La traduzione è mia, chiedo perdono.

    “ Al blijft ons één nauwe straat, waardoor we mogen gaan, boven die straat staat toch de héle hemel.”
    “ Sebbene rimaniamo in una strada stretta, attraverso la quale ci è permesso di procedere, sopra quella strada c’è ancora tutto il cielo”

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