allusioni a mancanze che le cose non hanno

21 Agosto 2020 1 Commento

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coscienza senza ragione

(collezione privata)

 


L’affezione con la quale si celebra venire al mondo è fondamento della comprensione del primo anno di vita nel quale la coscienza è senza ragione.

 

Non è più troppo difficile, dopo quaranta anni di ascolto, distinguere, nella foresta del pensiero tropicale, le singole parole.

 

Vedo i toni dal nero al verde e dal verde al viola scuro fino al rosso sangue e poi al carminio all’ocra e al giallo fino al burrone degradante nel buio dell’impronunciabile dei bizzarri segni della punteggiatura.

 

Si possono cogliere qua dentro le intese sinfoniche che sospingono i movimenti dei neonati: lenti e distratti -senza un fine esterno-  essi mostrano la natura irrazionale della specie umana.

 

Così stamattina.

 

Dove la costa si è riempita di tronchi rovinati in acqua -chissà quando e quanto in alto lungo il corso del fiume e della storia- eccomi dove esso rientra con la linea destra della propria foce.

 

Fisso un’istantanea.

 

“Non c’è un anima” dice la bella figura femminile che l’attività della mente sempre mi lascia camminare accanto.

 

“O forse ci sono solo anime..” rispondo.

 

Nessun’altro pensiero. Solo il corpo nudo che muove l’aria senza figure di oggetti cui tendere. Sono senza volontà legata a qualsiasi oggetto.

 

Anima è coscienza senza ragione? L’irrazionale non è pazzia e neanche disordine? Movimento è pensiero senza figura?


Inconscio è una parola fuorviante? Che allude stupidamente ad una mancanza che non ha?


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quand’è che le parole non servono più

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