al tuo fianco secondo il senso del sorgere del sole rivoluzionario

6 Aprile 2012 Lascia il tuo commento

 

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Leggo le scoperte della fisica che hanno trasformato il pensiero. Che hanno avuto un effetto sull’immagine del mondo esterno fino a vanificare la presunzione di oggettività della realtà fuori di noi. Non mi lascio prendere, come se ora avessimo la metafora appropriata a contenere i nostri dubbi sapienziali, ma è sicuro che sia assolutamente vantaggioso continuare a seguire il pensiero dei geni. Si cerca la modalità della trasformazione che non lascia traccia degli stati intermedi. Si trova la magia della percezione, che ricostruisce la continuità: ma il sospetto è che non ci sia una continuità(*). Starei sempre a guardare il tuo sorriso così esso è diventato il fondo sullo schermo che assicura una certezza. É una immagine virtuale di elettroni: un artefatto tecnologico ottenuto variando lo stato fisico della materia cristallina dello schermo. L’energia dei led contemporaneamente illumina le variazioni che compongono le figure. In specie la foto mentre giravi la testa a causa di un’ape che è rimasta fuori campo. E’ una immagine relativa a qualcosa sconosciuta dunque la conoscenza è che tu ti stavi muovendo verso la tua sinistra. Invece stavi fuggendo da un piccolo pericolo. Dall’ipotesi di un dolore fisico. La puntura di un’ape è bruciante, indurisce la pelle che resta ottusa un giorno. Una scintilla di lava che si raffredda dolorosamente sulla guancia

Per questi prevedibili effetti tu non volevi. Invece sembra che stessi cercando qualcuno. O seguissi un’arrivo. Così poi capisco la teoria della relatività generale. La comprensione generosa del  mondo in aree lontane sotto la luce di un raggio di luce. Nel prato dei fotoni abitato da strane popolazioni irriducibili le une alle altre. L’impossibilità di stabilire un diritto di critica da un sistema ad un altro. Ogni sistema ha le proprie ragioni. L’accordo all’interno del sistema è in genere più che sufficiente ad assicurare la felicità nell’ambito di un errore conoscitivo condiviso. E’ questo l’amore? Che ne sarà ogni volta degli esiti della nostra vita (dei trenta anni di lavoro) se non saremo in grado di parlarne e di scriverne e di esprimere l’assenza pericolosa di dubbi. Per questo di nuovo e subito abbiamo disegnato le due figure sui pannelli. La donna e la vela. Le coordinate di spago misurano distanze secondo percorsi imprevisti che sono un disegno.

Ma non c’è la logica, perché l’immagine del pensiero che guidava la mano è un discorso dai contenuti discreti. Essi sono della stessa natura, ma hanno un senso ogni volta aleatorio e -poiché esso sussisterebbe comunque di per sé in ognuno di quei segmenti- i nessi logici di un senso sono solo ricostruzioni successive del pensiero, che non sopporterebbe i vuoti (**). La foto di te è bellissima, sei bellissima nello sfuggire ad un ape. Io non tengo conto che fossi spaventata.  Mi sono messo dalla parte verso la quale arriva la luce del lato sinistro del tuo viso, dalla parte sinistra del mondo. Resto al tuo fianco secondo il senso del sorgere del sole rivoluzionario. Mi sono creato la gioia di un flusso costante di significato, attraverso la figura di una tua foto che, usata secondo il mio piacere, è una bugiastorica.

Achille e la tartaruga si rincorrono ancora, e la bellezza è nella pace del pensiero che smette di voler capire, per filo e per segno, il segno del filo sulla tela dei pannelli.

nota: (*) e (**) per vanificare il vuoto, appunto…”si cerca la modalità della trasformazione che non lascia traccia degli stati intermedi. Si trova la magia della percezione, che ricostruisce la continuità: ma il sospetto è che non ci sia una continuità.”

 

 

 


il luogo e la misura
La ragazza di spago è l’ombra di sé

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