a un anno dalla nascita

19 Febbraio 2020 Lascia il tuo commento

L’amore per te mi ha reso antipatico il mondo. Mi sono dovuto isolare per concedermi lo spazio necessario a pensarti. Non ho fatto che pensarti.

Questa è la prassi del primo anno di vita degli esseri umani. Pensare un altro essere umano. Almeno per cominciare ad essere.

Così per un anno, senza proportelo coscientemente, sono rimasto definitivamente solo: cioè esclusivamente me stesso.

Ora mi pare di non essere più riconducibile ad un luogo né ad una cerchia di vera condivisione.

Chi mi ama mi osserva senza riuscire più a trattenermi, sebbene io non fugga e addirittura sia assai più lento di sempre.

È il luogo dove mi vengo a trovare che è inattaccabile. Il mio non manifestare più incertezze riguardo ai miei sentimenti.

In questo stato d’animo la solitudine è addirittura una presa di posizione.

E la Teoria della Nascita dice che la nascita umana comincia nella certezza che esista un ‘seno’. La vita tra sonno e veglia del neonato non ha fratture. 

Ed eccomi qua. Dopo un anno. Solo soletto. A contare i bocci viola scuro sottratti alla siepe di rampicanti qua vicino.

Ho la persuasione di essere amato. Perché poi si rinasce una volta per tutte nella mente di qualcuno.


Tag:

Categoria:

amore, odio, e la mia vergognosa ignoranza in proposito
amare, desiderare, essere

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.