inesteso

9 Dicembre 2012

Siccome hai detto “sei l’amore” ho messo radici. Sono affondate su verso l’arancione attraverso gli strati esterni delle nuvole fino alla stratosfera ed eccomi a vagare con le chiome che spiovono sulle montagne. Gli olivi fanno giardini. Noi dei territori occupati leggiamo il “Faust” e “Il Maestro e Margherita” per approfondire perchè la morale diabolica sia sempre grottesca. Ti scrivo non foss’altro per schiamazzare sui fogli. Razzolo nell’orto. Per giorni interi salgo fin quassù con l’asino. Perché qui il regno inizia sulla soglia e questo dimostra che la sanità deve stare nell’origine e poi svolgersi. Sull’asino senza una sella si sfiora continuamente il ridicolo. Questo mi fa venire in mente che la vera violenza dei poteri forti è esporre al ridicolo chiunque decidano di esporre al ridicolo: non ti pare? Questo grigio è l’immagine della nascita quando l’infinito è l’inesteso e l’immagine è una struggente finzione e il pensiero è la certezza di te. Per darti un’idea ho fotografato il cielo con le bandiere.


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la questione morale
"C'est une chose beacoup plus profonde que l'inconscient, si vous voulez!"

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