Suffragio universale 

19 Marzo 2012 Lascia il tuo commento

 

L'immagine può contenere: 12 persone, persone che sorridono, persone sedute

1945 – 31 Gennaio il Consiglio dei Ministri a presidenza Ivanoe Bonomi emana un decreto (D.L.  2 febbraio 1945, n.23, Estensione alle donne del diritto di voto).

Le mani delle donne sospenderanno le tessiture eterne cui erano condannate. Filare e intrecciare non saranno l’unico destino. Nei sogni un ago confitto sul polpastrello del dito indice della mano destra viene estratto dall’intervento di altre mani. Dopo tutto questo tempo continuare quella medicina fuori moda e occuparsi sempre della medesima patologia senza tempo implica il categorico rifiuto di esporsi in pubblico. La grazia di non comparire troppo spesso, rimanere a godersi il lavoro nella stanza più piccola.
Sono molte le cose accadute. Nessuna che contasse è una figura. Non la fatica e la tenuta. È una cura di parole, cioè una prassi fondata sulla generatività di linguaggi sconosciuti. Si dicono le immagini che sono le cose pensate e non la realtà percepita. È prepotenza umana di dare il nome di canto ai suoni e alle variazioni acustiche dell’usignolo. Non ci limitiamo a suonare il pianoforte e dopo il recital ci mettiamo ogni volta a parlare di musica.

Il lavoro si oppone al destino e la conoscenza si frappone all’istinto. È la storia della coltivazione del riso: acqua e allagamenti e zanzare. Il giorno del suffragio universale i polpastrelli delle donne sanguinarono a lungo per l’estrazione degli aghi, grazie alla medicina di base, nelle piantagioni delle concessioni governative ai latifondisti. Per un attimo l’idea è che si arrestassero gli arcolai per filare e le macchine della tessitura. Che le mondine interrompessero il lavoro ergendosi con le mani a pugno sui fianchi.

Che il filo di lana facesse un passaggio a vuoto sull’ordito. Così restò una traccia opaca nelle tessiture e un’area sgombra nei magazzini del riso. L’immagine femminile è riso che cresce e tira via tutta l’acqua e asseta mentre nutre. È immagine femminile quella dello scrittore (indipendentemente dall’identità sessuale del soggetto) quando fonde i mucchi delle parole nelle caldaie dei generatori.

Il nome dell’idea della ricerca ha forma di appetito di fronte ad un un pranzo di lucciole. Una miccia è la pozza di sangue che collega gli inneschi, e una vita è il benessere delle cose. L’io è pensiero di farfalle al fosforo intermittenti sotto la cupola di un piatto di ceramica blu che viene continuamente rovesciato sulle nostre teste.

Le ali luminose nel piatto sotto il cielo è il fragore. Il fragore del nome del mese di gennaio del 1945 quasi alla fine della guerra. Subito prima della primavera in cui la guerra finì. Lo scrittore ha immagine di donna. Il chirurgo ha immagine di donna. Gli ascoltatori più attenti e gli studiosi hanno immagine di donna. La parola presenza ha immagine di donna. Gli uomini e le donne che sanno recitare bene hanno quella immagine. Il gennaio del 1945 e il suffragio universale hanno l’immagine di un rapporto possibile. I giorni che vennero e oggi hanno nuovamente immagine di speranza.


Primavera della scienza
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