spie

4 Giugno 2011 Lascia il tuo commento

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La linea della scrittura compone la complessa serie di variazioni degli angoli che sono realizzati nel ricordo dei movimenti, dai segmenti del disegno della figura umana che sempre   seppure in lontananza si distingue senza sbagliare da qualsiasi altra figura di natura animale. Non sbagliasti allora … di certo ricordi. Sai e ricordi i gradi di angolo che cantavano i tuoi e i miei passi sul ciglio, che poi divennero lacrime dalle ciglia giù alla storia, determinati tutti e due a continuare con quegli abbracci imbronciati d’amore, ma era passione, che faceva paura a tutti perché sfidava la ragionevolezza, non lavoravamo quasi più, eravamo uomo e donna delle caverne. Le linee sottili contenute nelle figure di noi scrivevano la parola ‘realtà’ diversamente dagli invidiosi che auspicavano ignoranza e confusione seppure è vero che lo studio che facevamo insieme riguardava il movimento caotico del volo degli uccelli e la descrizione delle curve del seno e del pene nella galleria dei miracoli pulsanti. Deciframmo non so più quanti geroglifici al buio perché le canzoni ci costringevano a chiudere gli occhi e tacere. Ricordi. Eravamo insoliti amanti, simili – nell’insolenza delle cose mirabili – alle carezze che alcuni sanno trarre con maestosa calma dal dorso della mano e alla curva delle ascelle quando volta rapida all’aria marina circondando l’articolazione della spalla. ‘..Il filo, il trattino spezzettato della linea è immagine…’ sentivamo dire, ed ora la frase galleggia alla ricerca dell’ennesima adozione, è una slanciata mezzosoprano in pellegrinaggio, in cerca di audizioni, in ansia di acuti strabilianti tra il ventre e la gola, con un filo d’amori quasi dimenticati e un prorompente egoismo, tutto colorato, nella delicatezza degli apici del suo profilo. Siamo silhouette storiche adesso incomparabili. Le figure sui fogli del ricordo cosciente dei sogni diventarono linee quando ci allontanammo e – se fosse stato possibile realizzare il senso troppo doloroso del tempo definitivamente precipitato nel burrone acustico del nostro reciproco ‘…  mai più…’ -saremmo stati in grado di rifare la scoperta del pensiero che tace perché è nascita. Rimase il  ‘ … per sempre…’ , la ricerca, il filo dei segni della parola ‘noi’. Resta tutto da fare ora: gli avverbi di tempo circolano nel torrente sanguigno e le parole che abbiamo amato e assimilato nelle fabbriche dei materiali metabolici delle cellule sono a nostra insindacabile disposizione e giudizio e verranno ripetute nei sogni ogni volta. So scrivere delle cose che mi hanno persuaso quando da un certo momento non ci fosti davvero più e posso ricomporre sul foglio il tuo movimento, il battere dei tuoi passi sulle scale, il sorriso nelle foto, le trasfigurazione degli orgasmi, il silenzio di sacrestia del cielo bianco invernale la domenica mattina… Ed altro ancora.

Quando la vita mentale corrispondente al tempo passato insieme agli esseri umani che abbiamo amato, trova il presente della coscienza, diventa figura del ricordo, poi la figura del ricordo cosciente determina una complessa situazione affettiva che origina il pensiero verbale, e nel silenzio della solitudine il pensiero verbale diventa creazione di una corrispondenza delle figure con i suoni appropriati e linguaggio. Nella azione conseguente della scrittura la figura del ricordo cosciente diventato pensiero verbale si allontana progressivamente dalla coscienza grazie al movimento della mano perché la vitalità porta il pensiero al movimento che spezza opportunamente la linea dell’inchiostro nei trattini che danno vita alle parole allineate. Così la figura svanisce e viene sostituita dalla scrittura dei pensieri. Sul foglio resta per sempre l’immagine delle cose accadute nella loro forma originaria e definitiva: la forma del pensiero del primo anno di vita senza coscienza e senza parola che si può solo  indovinare e che ora si manifesta nei tratti essenziali di una linea discontinua elegante inarrestabile e muta.


dopo anni
dopo mille e una notte ancora beve e ride e racconta gorgogliando tra pianto e febbrile amore

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