non so dire come sia che alcuni non diventano mai cattivi

La medicina psicologica ha vantato una competenza esclusiva sulle vie non coscienti del pensiero. Poco a poco come in una favola la prima parte si è conclusa secondo dati quasi certi. Regine e fate re e orchi servi e ancelle miti e allegorie fino ai trattati universitari e agli strumenti accademici e adesso molto è nella rete accessibile e verificabile nella sua arida pochezza. Tutto restituito alla capacità di azione e comprensione di mentalità e culture di ricezione. Cosicché neanche l’obiettività è garantita perché bisogna interpretare non solo il non cosciente dell’altro ma anche le sue manifeste evidenti capacità e incapacità di comprensione. Alla ripresa della seconda parte della storia in genere viene suggerito da Propp che ci si prepari a inversioni di tendenza e di senso. Ma. Ci si è mai preparati a disimparare? Anche la virtù degli eletti alla fine è una -splendida- abitudine che potrebbe restare maniera. Un modo e una maniera di generare meraviglie noiose. La musica di oggi è una playlist di amplificazione una mistura eccitante i neuroni e i nidi gliali che presiedono agli snodi sinaptici. Il difetto di essere una pozione aspecifica la rende in cambio più efficiente. Nella disparità non si contano le coppie di scalini simmetrici. E la difficoltà di decidere ogni volta l’ampiezza della distensione degli arti inferiori per salire e scendere il pavimento delle emozioni impedisce il pensiero piano. Si disimpara così. La psicologia ha vantato a proposito della propria competenza accessi al non cosciente che erano segreti e che avrebbe scoperto ma che poi ha nascosto di nuovo dietro muri di parcelle proibitive. Intanto il non cosciente diventava non accessibile. Non era più la stessa narrazione. Se non era buono avrebbe dovuto essere reso noto per iniziare una azione sociale collettiva di distruzione. Se era buono doveva essere reso accessibile e praticabile. Nessuna delle due cose è accaduta. Ci siamo eretti a guardiani ben pagati senza nessuna offerta di soluzione. Tutto progressivamente abbiamo approfondito nel volo e nella navigazione nella microscopia e nella telescopia. Ferme sono restate le sfingi di inconscio e coscienza a promettere la certezza scientifica della peste e minacciare la libertà poetica e caotica: libertà che causa l’ansia di una punizione per aver infranto il divieto di circolazione. Il non cosciente lacrima e splende diffusamente: le api a gruppi fotosensibili scelgono i propri fiori. I dati che ho raccolto di umore ideazione e pensiero sembrano suggerire che nella miseria stia la dignità esclusiva di chi riesca a concepire un numero minimo di amori e un massimo di vicinanza con la quasi felicità delle intuizioni. Concepire senza il dolore della mancanza che potrebbe trasfigurare quella mancanza in rabbia desiderio nostalgia e confusione. Non oltre. Perché chi accetta la miseria delle prossimità ma rifiuta lo scialo dei misteri non diventa mai più cattivo. Non si sa come sia. Non si sa neanche quanti siano.


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Mi vorrai ancora?
coscienza fragile e innocente

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