musica contro l’invidia

27 Luglio 2011 Lascia il tuo commento

sax tenore

musica contro l’invidia

Dunque c’è una teoria di base e poi una serie di anni. Persone. La difficoltà di escludere atteggiamenti settari. C’è la potenza e la miseria delle parole. C’è l’immaginazione. La conoscenza induttiva. I tags della vita. La nuvola di elementi prevalenti circondati dalla musica. Il fruscio di quanto accade soltanto di rado. Nomi di cose. Altro notte pensiero mani mondo risveglio natura tu rosso linguaggio ferita felicità deserto caffè. C’è la parola disegno e incanto. Non c’è la parola denuncia. C’è resistenza non ci sono odio distanza cultura santità. Silenzio sole e scrittura ci sono. Sottomissione non c’è e penso che avrebbe potuto e dovuto esserci. Avrebbero dovuto esserci appassionatamente troppo presto infinitamente oscurità morte declino ritorno rapidità. Ci sono i pronomi tu e io. Lei non compare nella nuvola come una deliberata esclusione che più che altro evidenzia che lei poteva esserci. Loro non c’è. Noi c’è per ridere e farsi accanto e rubare. Noi chi? Due tre più di tre un mondo intero una piazza di persone? Piazza non c’è eppure la piazza è una ‘figura’ di grande potere evocativo seppure foneticamente non sia entusiasmante ma lo diventa se uno è accogliente alle probabilità architettoniche del pensiero. Piazza doveva esserci perché c’è materia e sarebbero andate assai d’accordo e si sarebbero arricchite l’una dell’altra come una buona compagnia di innamorati. Mente sta bene con ferita. Sonno con resistenza. Molte cose che ci sono starebbero bene con quanto non ho saputo vedere. Molte cose che ci sono inevitabilmente riveleranno la difficoltà. Manca pesantezza che mi appartiene comunque. Manca coraggio che dovrò proporre. Ci sono molte cose bellissime. Deserto c’è assai poco rappresentato eppure io penso sempre come fossi nel deserto. Deserto sta con amore e pensiero che troneggiano. Dietro di loro c’è tempo parole linguaggio. Non so se stanno bene accanto. Io penso che il linguaggio è sempre più difficile un impegno rigoroso e sostanzialmente impossibile. Impossibile non l’ho annotato mai seppure avrò usato la parola. Chissà forse non volevo sottolineare che ci si trova troppo spesso di fronte a quanto pare impossibile. Manca settarismo. Mancano difficoltà e fatica. Dovrebbero esserci. Manca violenza e aggressione. Anche quelle dovrebbero esserci. Notte secondo me sta benissimo con vita. Natura con ricerca. Poesia mi pareva che non stesse bene con nulla poi ho deciso che invece si accorda con realtà. Luce mare mani avrebbero comunque potuto bastare per qualsiasi cosa. Risveglio c’è ma non è gran che bello: una parola eccessivamente sentimentale. Una parola buia dopo tutti questi anni. Le parole luminose mi verranno regalate penso. Ho messo silenzio e per questo non avrei dovuto mettere musica. Musica c’è per una forma di timore reverenziale (quanto confina con dipendenza servile nei confronti di quello che non capisco?) che ho ancora verso i musicisti. Non dovrei averla messa. Troppo onore. O forse ancora troppo scarso amore.

Regolerò negli anni a venire le faccende con quanto c’è di più difficile. Da subito dovrò propormi la costruzione delle difese della città e mettere invidia e veleno insieme. Ho presente la possibilità di coloro che dopo ogni rapporto cortese si allontanano danzando sulle scale dopo avermi corretto il caffè con il cianuro.


abbiamo dormito su una parete di sesto grado
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