metafisica

23 Marzo 2011 Lascia il tuo commento

metafisica

Usare una matita nera con la mina dolce e pastosa come fosse di buon augurio -magari chissà- per correggere il tema di oggi. Per scrivere che non si finisce mai e che non deve essere che si sia capaci di lasciare che finisca quello che ha certe qualità che non sanno difendersi. Si deve affrontare sempre -insieme al discorso difficilissimo a proposito del pensiero- la tradizionale evanescenza dei termini della mente nel controluce metafisico. Il pensiero astratto soggettivo e personale che deve vanificare l’attrazione del vuoto.

C’è un uomo che ha infranto una legge (ma chi pensava che si potesse proibire la passeggiata che nessuno avrebbe dovuto proporsi?) L’infrazione è diventata quello che è diventata e che si vede bene in foto. Io sono rimasto affascinato -osservando il filmato- dal suono delle sirene -in basso- ai piedi dei gemelli giganti. Mi sono parse incatenate agli occhi del funambolo e che gli occhi del funambolo -rivolti agli angeli sulla linea del cielo di fronte- per parte loro -avendo altro da guardare, appunto- fossero disattenti.

L’urlo inerme e la disattenzione incosciente fanno di quel momento, che ho rubato al movimento della clip filmica, il momento di emozioni rilevanti. Ho avuto l’immagine che quelle emozioni rilevanti girassero sulle dita delle mani delle persone che amo seguendo le linee delle loro impronte, il grafico sottile e inconfondibile delle loro identità. L’ho pensato perchè mi serviva a sentirmi ‘normale’  mentre provavo una certa commozione di fronte allo schermo.

Ecco, si tratta di questo.


lampedusa
a tribute to massimo fagioli

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