l’ultimo paio di millenni visti da fine Aprile 2022

28 Aprile 2022 Lascia il tuo commento

La mente che esplora le proprie ragioni d’essere si scontra con un’inefficienza.

 

Come se il pensiero umano si fosse oramai sviluppato -da troppo tempo prima di questo ultimo paio di millenni- a seguito della rinuncia ad una verità univoca quando la scoprì inadeguata a rappresentare le sfumature che si presentavano nelle relazioni.

 

A tutt’oggi l’altro è l’unica realtà al mondo che -quando torno sconfitto o orgoglioso- mi consola correggendo, bene o male, in silenzio, il bene e il male.

 

Resta comunque innegabile in ognuno l’inclinazione filosofica di sapere per, alfine, sapere di sé.

 

Ma la filosofia, da sola, è un’aquila il cui sforzo di elevazione, per affiliazione alle potenze celesti, è sempre scivolata in afflizione.

 

Perché la verità di uno deve essere comunicata e risiedere, simultaneamente, nell’altro cui quell’uno si accalora a illustrarne valore e forma.

 

Il sistema uomo non si tiene da solo. E conosci te stesso è una fascinazione ingannevole perché porta alla scoperta dell’assenza di finitezza della riflessione.

 

Avvertenza, conosci te stesso, ma non puoi farlo in te e non per te.

 

Perché il pensiero non sa generare il pensiero che possa fermarlo: e nessuno conosce il numero (variabile secondo tempi e modi) delle parole della proposizione necessaria a indurlo a tacere.

 

L’espansione dell’io nel mondo sembra addirittura derivare da tale capitolazione aritmetica mentre filosoficamente si procede nella campagna di occupazione delle terre cerebrali estreme.

 

Aspettiamo ancora un’intelligenza più comprensiva della attuale: che sappia pensarci nell’atto di avere una qualche idea di noi.

 

Intanto il linguaggio, formatosi ali forti, seppure non definitivamente adatte, vola via da questo attimo dell’umanità come da un nido non suo.

 

Per superare l’afflizione della ricerca, che non ha trovato ancora consolazione, uno ambisce ad altro dal vero.

 

Io, nel conoscere te, senza pensare, in cambio di ogni differente deduzione, assunsi la possibilità che potessi amarmi.(*)

 

Come è come non è il pensiero di te mi s’è accresciuto come un organismo ospitato nella casa della mente che tutto nuovamente sa anteporre.

 

(*)[nota: ridendo come uno scemo dicevo a me stesso che non c’erano dubbi sul postulato che io avessi amato subito te]


psiche
kisses

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