il sogno, essere altrove

12 Luglio 2022 Lascia il tuo commento

Ha sparato parole amorevoli forse non d’amore. Proiettili caricati con miscele di educazione sentimentale. Munizioni sprecate, sospetta adesso, troppo delicate per uccidere i dubbi. Ha firmato contratti in cui si impegnava al sorriso, non di più, soddisfacendo desideri fugaci sui tubi grandi del gasdotto ed il suo corpo era un temperino e lei sentiva che sarebbe stato necessario uno scalpello solido di ferro nuovo per incidere le date dei rari eccessi. Ha quasi giurato brevi torridi viaggi nei continenti all’ombra di certe verande della campagna nel bacini d’erba tra casa e il mare. Senza prendere il mare. Ha vissuto, se cosi si può dire, un tempo convenzionale preso a prestito a buon prezzo. Un prezzo proporzionato alla scoloritura non eccessiva del tessuto e alla modesta tenuta delle fibre sintetiche.

 

Ma appena ora (saranno venti secondi) ha ricordato il sogno di aver acquistato una tunica di stoffa vegetale africana un ”fresco equatoriale“ come l’ha definito lo stilista in cui si è imbattuta in questo sogno metropolitano che potrebbe giurare si svolge nella foresta urbana florida e desolata tra Porta Nuova e i Navigli, durante il quale l’uomo potente e adunco stava rintanato nell’abside della sua boutique di radici affrescate poggiato a tavole di tek ad esaltare, dell’abito, quella qualità paradossale.

 

La ragazza ha capito che il sogno esprimeva il pensiero di una passione che non pesa, dello scialo di trame d’amore segrete ma cosi esattamente disegnate che non intralciano la rapidità del vivere.

 

Il sogno finiva che lei era fuori quasi schiacciata dalla schiuma d’aria e luce. Ma non perdeva la leggiadria.

 

Lei adesso è una lancetta siderale che sa insinuarsi per il futuro tra galassie di amori asimmetrieci e cucire i propri abiti e regalarsi amori in anticipo sui desideri che, eventualmente, potranno rivelare.

 

“C’è un nuovo telescopio lanciato tra le stelle. Esplora superfici di universo grandi un polpastrello rivelandone abissali profondità.”

 

Cosi all’edicola del centro città. Ma lei è già altrove.


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una felicità guarita
nel bel mezzo del giorno

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