i numeri della terapia

5 Ottobre 2018 Lascia il tuo commento

Qual’è il numero più grande? Non c’è: ed a causa di questa rivelazione nessun numero c’è per davvero.

I numeri sono dita agili e lunghe, delicate e forti e bianche: tengono serrato il vuoto che li tiene distinti. 

“I giorni tutti troppi uguali…  non vale la pena dottore..” piangono disperati a centotrentacinque centimetri da me. 

Nella stanza ariosa le ore di terapia legano i giorni che le tengono distinte l’una dall’altra.

È un fatto che ‘loro’ si salvano la vita sessanta minuti alla volta.

Non c’è la seduta più grande, la massima comprensione, la conta definitiva. E si conclude con certezza che non c’è davvero una cosa detta ‘seduta’.

C’è la terapia. La prassi che raccoglie nelle mani il tempo tra i nostri incontri.

La terapia c’è uguale ad altre cose che vivono d’amore privandosi di una misura. 

Fioriscono tulipani sulla punta delle nostre dita. Che siano sedute individuali o di gruppo.

L’uomo e la donna vengono sempre prima di tutto. Le parole vengono dopo. Anche quelle grandi. Noi siamo preesistenti. 

Prima venimmo sempre ‘noi’. Il resto furono definizioni che ci hanno buttato addosso più o meno cortesemente.

Che non sono mai riuscite a fermare questo procedere delle numerose preesistenti vite umane che mi hanno visitato qua.

Non ricordo la misura della cattiveria di quei falsi giudizi. Sono numeri che scandiscono il tempo di una azione che volevano arrestare.


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a chi potevamo nuocere?
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