i colletti alla coreana

25 Giugno 2015 Lascia il tuo commento

La comprensione della natura delle cose è quando seduto osservo il filo azzurro del mare contro il cielo. La fluttuazione dell’onda di orizzonte e le fluttuazioni dell’umidità opprimente in onde innumerevoli perpendicolari sull’apparecchiatura oceanica. La mente registra e riposa, io rifletto come un monaco tibetano, le bolle del respiro gorgoglianti dalla maschera subacquea. Posso essere un delfino, raccogliermi nel grano di sale, espandermi in cielo. Trascurare i miei amori. Capire. Ma per essere insieme a te, ascoltare le offerte musicali, scegliere tra le montagne di cotone la camicia bianca che ho in mente, poi indossarla, mettere una goccia di sapone sulla mano, fare la schiuma, pulire la pelle del viso, e -tenuto delicatamente tra pollice e medio il bottone in alto del colletto coreano per farlo scivolare nel vuoto dell’asola- uscir fuori lasciando richiudersi attorno alla cornice d’aria il portone di acciaio e formica blu…. per tutto questo e per la pioggia di tutti i gesti infiniti successivi della mia giornata è necessaria una continua trasformazione della vita mentale. Infiniti stati a me sconosciuti ma non ostili devono succedersi perchè io possa passare dalla solitudine al rapporto, dalla separazione all’amore.


tuoni e fulmini
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