scalini insanguinati

25 Ottobre 2019 Lascia il tuo commento

È che non basta che io osservi la tua vita dalla mia finestrella sui tetti e neppure che tu osservi vivere me dalla tua bella stanza.

È necessario che uno almeno dei due lasci che lo sguardo dell’altro -che crede di capire solo osservando- lo prenda totalmente e lo faccia muovere come l’altro desidera.

Inevitabilmente prima o poi in uno entra il comando, nell’altro si fa strada la pazienza. Differenti respiri disegnano rive variabili di continenti amorosi.

Nel precipitarmi giù, in attesa, sulla poltrona di pietra insanguinata delle scale, trascino per i capelli, prigioniera, la mia ‘resa’.

Mi dico che è bene così per me. Per me amare è una pretesa se si limita ad una azione incruenta del cuore.


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