emulsione per foto notturne

13 Dicembre 2011 Lascia il tuo commento

emulsione per foto notturne

scrivere la storia del pensiero è evitare ossessioni e non soffermarsi.  rappresentare il tempo in assenza di storia.

coscienza responsabilità e volere si compongono di un formicolio di scelte aleatorie, come se al fondo dell’amore e delle dichiarazioni di guerra stesse un continuo movimento tettonico che frammenta ogni fondazione, una parestesia ora fastidiosa ora eccitante

il pensiero è il computo integrale vertiginoso degli atomi in gioco negli attriti che dislocano, sulla materia cerebrale, i luoghi preferenziali di uno scintillare sinaptico da punto a punto un poco alla ventura. all’avventura e all’a-venire.

da un punto appena acquisito ritenuto migliore ad un punto ulteriormente adatto la materia ricca di speranza propone una fisiologia incerta e fluida del pensiero.

da anni risulta che la scarsa vitalità -nella riflessione a proposito della ricerca- la espone all’arresto. rischia di trasformarla in nevrosi ossessiva per intempestività e per troppo serrata trama di fraseggi.

la vitalità è indispensabile a ripristinare la correttezza della quantità di moto luminoso per opporsi agli accostamenti frettolosi e cattivi dell’ossessivo che deve valutare gli effetti della vita.

la scarsa vitalità gli crea ansia. la mente gli disegna i corvi sulla sabbia. la riga del bagnasciuga gli scrive la conferma dell’ irreversibile nulla. è l’odio per il graffio della vita che fa accadere le cose che gli è intollerabile.

la malattia da curare è quel discorso depressivo. quel bagliore sul nero. nel suo peggio è un pessimismo intellettualmente avvalorato.

gli si oppone il pensiero difficile di una fotografia del buio notturno resa possibile dalla vitalità. che si accetta la illusoria non esistenza di oggetti percepibili fidando nella elevata sensibilità di una speciale emulsione. gli si obbietta che -sempre- ci è capitato che la riflessione successiva sui dati dell’immagine ottenuta in quel modo ha sviluppato un passato diverso.

la guarigione non è vendetta. il ricordo del pensiero determinatosi nel buio non genera figure ma punti. le testimonianze plurime e variabili restituiscono una libertà di futuro.

gli si mostra -o si tenta di farlo- che in controluce all’ombra di questa realizzazione di immagine -come idea- il racconto cosciente del ricordo esatto e il racconto per filo e per segno delle immagino oniriche sono verità sospette.

gli si dice :

la ricerca nel pensiero potrebbe avvalersi dell’arresto del movimento per un certo tempo. l’esclusione del movimento dal metodo non sarebbe come protezione e inibizione nel sospetto che nel movimento sta il rischio della lesione.”

e si aggiunge:

” l’arresto del movimento della ricerca non è quello della nevrosi ossessiva. questo è relativo alla passione per l’immagine. la quale può ricreare la condizione di in-potenza neonatale.”

si conclude:

” l’in-potenza neonatale – nella fisiologica incapacità di movimento finalistico, nella assenza totale della stazione eretta e di equilibrio, nella immaturità di linguaggio – fa del bambino un soggetto che realizza comunque intero il rapporto con l’esterno. in una originale condizione mentale di una certa forma che è stata definita vita psichica in assenza di coscienza.


come hai sempre sognato
lato sinistro dello sguardo

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