corpo di ballo

28 Giugno 2015 Lascia il tuo commento

Qui con poche ragioni. Il fenomeno misterioso dell’aria: le molecole invisibili addosso in sciami di vento. Mi ha inviato due solicelli gialli con i petali di fuoco per suggerire la soddisfazione di una riconoscenza che va chiarita con il disegno. Ideogrammi di gioia di un momento. Voleva sapere del tempo. Voleva il colore dei capelli imbiancati. I segreti degli anziani delle tribù.

Avrà avuto anche lei in cuore la coreografia di un villaggio di indiani? Le foglie di larice delle popolazioni ai confini delle montagne canadesi? Avrà mai pensato a confini delle anime quando l’onestà dei primitivi sfiora e si unisce alle radici delle montagne piene di neve?

Vorrei dirle che il tempo riguarda incisioni profonde, altri accorgimenti di scena e, volevo dirle: “Sai non te la cavi facilmente con il tempo neanche con il tatuaggio. Il tempo arriva alle ossa ai tendini ai muscoli delle gambe allenate dalla fatica per piegare il dolore della forza in eleganza del sorriso.”

Volevo dirle: “Non ci sono scorciatoie per il tempo e se hai un anno da aspettare il tuo amore, se anche volessi correre, avresti corso un anno intero avresti atteso correndo ma non avresti cambiato la quantità del tempo che ti spettava…”

Siamo indiani. Il tempo buono si costruisce con la vita di tutti i giorni. Il tempo è buono e cattivo. Quello cattivo è il tempo degli invidiosi….

“….il tempo che hai perduto come si perde una cosa importante in un mercato distratti da una fatale attrazione per la meschinità dei fannulloni. Anche tu sarai invidiosa se non avrai saputo riconoscere le persone che dietro i sorrisi non hanno la forza del dolore degli allenamenti.”

Volevo dirle:

“Guarda le loro gambe, e se ti paiono modellate dal tempo dell’impegno, come parole ben pronunciate e appropriate, fidati. Ma se i loro sorrisi sono sostenuti da gambe deformate da un lavoro sgraziato, da un allenamento frettoloso che vuole sempre e soltanto evitare la fatica della pazienza e l’ingratitudine riservata alla dignità, non fidarti. Allontanati. Vai a riprenderti il tuo tempo.

Avrai figli che vorranno sapere da subito tutto di te e i primi anni non avrai che il movimento e la delicatezza del sorriso che avrai sottratto all’invida per raccontare ….”


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alle dodici di agosto a queste latitudini
una ricerca difficile

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