cambiarci le abitudini per via di una scoperta

9 Ottobre 2013 Lascia il tuo commento

sabato, 9 novembre 2013

Una fama che arriva sulla sponda della fine porta una nascita conclusiva senza trionfi e festeggiamenti. È simmetrica all’altra che a venti anni rende certi ragazzi anziani. O miseri. Poi ci sono i regnanti. Non è che sia noto ogni angolo dei loro privilegi. Per l’odio del disinteresse a conoscere il cuore del tetto dei regni e degli imperi la potenza dei dominanti resta scontata e cioè inesplorata. Vanno e vengono in mezzo ai sussurri. Sono assediati dall’ignoranza a proposito di quello che si pensa di loro. Se ti metti nella posizione di decidere per altri dovresti sapere che non ci sarà nessuna comprensione. Una cronaca di me è il mio argomento. Il mio regno è di color rosso. Di molti rossi. Tutti variano al loro interno e ognuno varia nella percezione dei singoli osservatori. Estimatori. I re sono utili per le sere invernali. Scaldano offrendo gli aneddoti all’atto della distribuzione della frutta e delle torte. Un uomo invisibile in una stanza. L’essere ricercatore nelle grotte. Non c’è l’evoluzione dell’uomo. Solo teorie in proposito. Manca una scoperta in antropologia. Manca una scoperta in psichiatria. (*) Solo teorie. Tra chiesa e cattedrale e moschea, tra guerre e ragioni di stato, nella scienza della comprensione della vita psichica non c’è stata evoluzione. Si dice di una transizione dall’animale all’uomo. Una transizione costantemente in atto. Chiedere al lupo e alla cicogna come siamo. Il lupo non è poi cattivo. E la cicogna non porta i bambini: sono i bambini che portano le cicogne sui camini accesi per scaldare il neonato giù nel cuore della casa. Si chiede alla etologia di spiegare la curiosità degli esseri umani a proposito di loro stessi che non è lo spulciarsi a vicenda sul ramo alto. Non è proprio come annusare odori nel bosco il nostro scorrere insieme il dizionario a cercare la parola che manca e poi fondare sul canto l’attesa. Il linguaggio non segue soltanto. Propone. Un uomo solo dentro una stanza. Una cicogna sul vertice del camino. Una idea di eleganza come un riflesso lucente sull’ultimo mattone. Sulla tegola più rossa. Un filo di fumo ancorato alle dita della luna al corno di luna al ventre di una ragazza accorsa ai pianti. I re si sono sempre tenuti nel letto delle cortigiane per il freddo. I re si tutelano. Perché non sanno niente di quanto li circonda e perché re vuol dire che ama troppo e troppo male e non sa regolarsi. Vale per le regine più ancora contro ogni critica femminista. E smettere di essere regnanti restando vivi non pare possibile. Qui si tratta di una regalità. Di un’aria. Fumo cielo cicogne e vento di latte che fuma su ogni sera. Corpi scaldati che scendono e vapori. Una atmosfera difficile. La scientificità viene espressa come una sospensione sulla scogliera. Una transitoria deviazione in venti anni di riposo familiare. Una lavastoviglie all’apice della costa rocciosa. Un canyon accidentato nelle frange del proprio perimetro prospettico ma diritto come un colpo al cuore. Gli avvoltoi diventano cicogne qua nella stanza. Regale il lavoro di trasformazione. Per forza non posso più sperare nella pace. Una ragazza accanto potrà ancora accadere ma non è come pensi amore mio. Nel pensiero questa mia sicurezza di quanto è da ora ormai sempre possibile è assai più grave del tepore delle docili sere al caldo dell’illusione che la conoscenza non sarebbe mai più arrivata a cambiarci le abitudini.

(*) …ovviamente questa affermazione nasce da un ironico disprezzo per la cultura ufficiale, la scoperta c’è e spazza via le teorie che scoperte non sono e che delle scoperte sono nemiche.


resistere con Camus
the sleeping lady

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