beatitudini preliminari

22 Febbraio 2022 Lascia il tuo commento

La nostra improvvisa intesa mi ha costretto ad una nuova visione delle cose e a formulare un’ipotesi alternativa sul senso di tutto.

Osservo la beatitudine preliminare delle colazioni di quelli che siedono vicini in serafica audizione dei comunicati diplomatici dei bollettini di guerra delle ultime spese di bilancio delle elargizioni delle consultazioni preventive – il tutto senza scomporsi con un distacco che insinua il dubbio di una felicità sopravvissuta e libera in mente la furia di volerla anche per sé una felicità di quel tipo.

È quel treno ad alta velocità che si infila tra languide attese e eccitanti paure a trecento chilometri all’ora e fa esplodere le traversine del tempo in schegge d’aria rovente che vanno a conficcarsi nel fango nero dei vigneti fertilizzati da poco con tempestiva vana solerzia – la vita nella sua edizione straordinaria?

Ho questo pensiero soltanto ho solo questa ultima domanda e vado agitandomi intorno mosso da questo esclusivamente nell’ esprimermi con gli altri.

È la forma residua della mia vita attuale e niente altro mi consento ma non è una restrizione che mi impongo è una risoluzione per adesso conclusiva che si risolve in uno stato di beatitudine preliminare come quella di una felicità scampata all’estinzione.

Resto ore in silenzio che i pensieri mettano delicate radici allo zenit della stanza per quando deve venire la fase della schiusa quando qualcuno entra a rompere la solitudine e allora c’è lo sciamare delle parole che mi soffocano quando si versano dalla bocca nell’aria in gran numero bagnate addolcite e curiose.

Poi non muoio mai anche se nel parlare sembra di dare la vita in regalo.


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