alberghi di lusso

alberghi di lusso

Nei corridoi degli alberghi di lusso numeri d’oro su mille e una porta. Vita della mente cosciente  -il risveglio- cigola sui cardini del pensiero del ricordo del sogno. Il cuore della notte e’ una nascita circondata dai figli.

Il corpo un oceanica  irresponsabilità sotto il cielo. La fisiologia il banco delle sardine, che attraversano il mare rapide come non si sa che. Le camere lussuose hanno nomi. A passo veloce ne snocciolo il rosario nel ricordo.

” Oggi. Alba. Novecento. Volo. Cinema. Dirigibile. Ferrovia. Dire di Amarti. Rivoluzione. India. Linea Costiera. Linguaggio. Così Sia”

Stamani si bussa alla porta. Le enumerazioni hanno una loro eleganza. Evidenziano la vita della mente senza la pesantezza dei verbi. Il pensiero e’ astratto perché nulla vi accade. L’agire -suggerito dal verbo- altro non è che una elegante furberia. Conta, precisamente, solo il legame tra le parole.

La vitalità dell’idea determina il modo della successione. La prassi e’ amore delle mani e dei volti che costruiscono. E si accordano, per costruire di nuovo. Ma non è lo specifico della fisiologia della generazione del pensiero.

Il linguaggio appartiene alla categoria dei fondamenti. Ma il verbo è una cesta di arance sul marciapiede di fronte, e fuori, dall’edificio. Il verbo venne molto tardi nella donna e nell’uomo. Fu l’astrazione a decidere l’esistenza della felicità.

Tardi i verbi dettero origine ad una democrazia tumultuosa e stracciona. Star bene, svegliarsi nella notte senza peso, appartiene all’egoismo universale, alla categoria delle esigenze, al ‘prima’.

Anche se non si vuole, felicita’ e’ un pensiero dittatoriale. Che sta prima della rivoluzione dei linguaggi, che avvenne per stemperare gli eccessi di significato. Percorrendo i corridoi degli alberghi di lusso,distrattamente,nasce la convinzione.

Che il pensiero religioso è una strategia maligna. Che va considerato a parte. Esso, nel portare la felicita’ oltre la morte,  tenta di dimostrare l’irrealtà del discorso umano. Togliendo legittimità all’origine del tempo, che è alla nascita di ciascuno, e ne fonda l’unicità.


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