Adorato. Commestibile.

29 Ottobre 2022 Lascia il tuo commento

“Che dice lo psicologo della clinica dei poveri? Sei andata a farti curare?”

 

“Si. Ero andata già prima che tu ti fossi deciso a tollerare l’ipotesi. Sono andata ogni sera, l’ora che tu impieghi a tornare da noi.”

 

“Che dice?”

 

“Niente. Prova solo a parlarmi. Che io possa amarti di più, paragonando il percorso delle sue parole coi tuoi passi verso casa. Dice cose di questo genere:”

 

La delicatezza dell’acqua sulla carta è maggiormente ‘divina’ della natura stessa delle cose rappresentate. Le figure, laddove sono state fatte definitivamente diluire, non ci sono più. L’artista ritrae la sparizione. È, la sua arte, un ripetuto commiato dal mondo, rifiuto e denuncia dell’esistenza senza vita delle cose inanimate…-

 

“Mentre parla mi distraggo, non lo ascolto più e penso a quando ho cominciato con te, che è stato il viaggio dalla radiografia della mia morte fino al ritorno in me, ad un augurabile calore, attraverso un dolore che di certo non avrei voluto: ma il dolore è sempre, anche dove non si sente ancora, pronto a scattare. La funzione del pensiero, d’altronde, è l’attività elettrica del mantello di fibre nervose che, per rapidi scarti, possono provocare allagamenti di portata imprevedibile. E mi dico, stupita, come arrivando ad una soluzione: non è infatti la nostra casa ai margini del campo… non siamo dunque noi stessi una risaia? Si: siamo steli affogati fino ai fianchi a mietere, seminare, camminare sui piedi ciechi. Ci si erge in perlustrazioni d’un pianeta interamente coltivato a cereale. Si onorano statuette di antenati, continuamente mormoranti, allineati sul trave del fuoco. Abbiamo case introvabili disperse tra coltivazioni oceaniche. Non c’è una bibbia degli amori, non una legislazione delle eventualità del vivere, non una morale che si possa applicare alla casualità. Spuntiamo ogni mattina sulla coperta d’acqua che copre i campi. Qualcuno canta. Nella sudditanza allo strapotere delle necessità c’è, per consolazione, la dolcezza del paesaggio. La fatica cancella ogni pedanteria. Si fruga tra le radici quella delle libertà. Nel sorriso tra noi germinano le scelte. Sono affetti. È sesso. Che ci concediamo abbondanti. Senza volere.


Mi scuoto quando lui ogni volta conclude

 

– Si è buoni per natura

 

Improvvisamente ti penso. Adorato. Commestibile.


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