31 / 12 / 2012

31 Dicembre 2012 Lascia il tuo commento
scoperte scientifiche

scoperte scientifiche

Bisogna rompere con il formalismo psicoanalitico per fondare la psichiatria. Bisogna sottrarre il linguaggio che si svolge nell’ambito della relazione psichiatrica ai fenomeni letterari. Se lo fosse, l’idea di narrazione sostituirebbe la realtà di una prassi medica. I vantaggi dell’imponente azione letteraria sono possibili nell’ambito della unidirezionalità: scrittore/lettore. Non c’è invece alcuna certezza di obiettività unilaterale nello svolgimento della prassi terapeutica. Perché essa è una interazione.

Però il rapporto -pur pieno di implicazioni che ne smascherano la falsa neutralità- è il fondamento della cura. Poiché all’interno del rapporto si realizzano intuizioni sensazionali. Esso è il ‘luogo’ dei rimandi continui tra sogno e linguaggio, e intendo il linguaggio che racconta e quello che risponde al racconto. Nella successione dei rimandi si svolgono azioni delle ‘parole’ sulla biochimica del pensiero.

Rompere con il formalismo psicoanalitico è per portare il linguaggio alla medicina, data la l’origine materiale del pensiero. L’azione materiale alla base della psicoterapia attraverso la relazione quasi prettamente verbale è per la permanenza nell’uomo delle funzioni specifiche del primo anno di vita: sonno, materia, sogno, biologia, fantasia, creazione, ricordo….

Tale permanenza di una funzione di pensiero non cosciente fa concludere che: la relazione psichiatrica sia ESSENZIALMENTE INCONSCIA e che lo sia inevitabilmente NEI DUE SENSI. E’ falsa la proposizione di un flusso circolare virtuoso di eventi in cui l’inconscio verrebbe progressivamente reso cosciente grazie all’interpretazione.

Sospetto che la produzione di materiale cosciente sia possibile solo con la generazione di una attività non cosciente proporzionale al dispendio interpretativo. Sarebbe una forma di equilibrio fisiologico, un feed-back secondo un certo PRINCIPIO DI CONSERVAZIONE nell’ambito della vita mentale complessiva. Le supervisioni? Un paravento di carta di riso al cospetto dell’evidenza del problema. Forse una amplificazione del problema medesimo.

La critica dei rischi del formalismo psicoanalitico fu esplicitata bene nel 1970 su IDMEC. L’assenza psichica dell’analista risiede, si disse, nell’illusione che la ragione possa controllare aspetti profondi delle economie libidiche. Il contro transfert è ineliminabile. Tanto vale pensare ad una formazione continua dello psichiatra. Svelare la pulsione nell’assenza.

La soluzione di portare l’inconscio alla coscienza non è supportata più neanche dalla ricerca neuro-fisiologica: non esisterebbe alcuna possibilità di una attività delle aree cerebrali che presiedono ai processi superiori che si svolga senza avere nessuna connessione con i nuclei arcaici. Qui dunque naufraga il formalismo ed è la fine di quella  psicoanalisi come prassi medica.

Per trasformare il pensiero è indispensabile il rapporto tra gli esseri umani. Nei rimandi continui tra sogno e linguaggio l’irriducibilità immediata di due funzioni trova il tempo di definirsi in forma di modulazione di parole: la PERPLESSITA’ è il drago di cartone che fende la folla felice durante le feste nelle città antiche ai confini dell’impero culturale.

La definizione esatta del rapporto di cura è tutt’ora pensabile come inclusa in un idioma sconosciuto all’altro capo del mondo. Non in un punto preciso essa è il raggio luminoso di una scintilla che dura una frazione di secondo. L’inconscio si realizza nel tempo. Il non cosciente ha implicazioni ‘spazio-temporali’ perché ha conseguenze mentali e anche pratiche e fisiche. ( Einstein ? )

Si agisce sulla materia cerebrale attraverso il linguaggio. I medici psichiatri somministrano il tempo a iniziare dalla data di un accordo cosciente coi loro pazienti: ma le conseguenze dell’accordo si estendono ad una realtà biologica complessiva cioè, essenzialmente, alla funzione mentale ideativa caratteristica dei primi attimi di vita dopo il parto che è tutt’ora presente e fa la specificità di specie.

La denuncia del formalismo riporta il linguaggio della relazione alla biologia e alla fisiologia come pensiero verbale, pensiero pre-verbale e infine come eccitazione degli infiniti nidi encefalici dell’INIZIATIVA. La funzione inconscia è essenziale per il pensiero. IDMEC fu la torsione istantanea per formare un anello di Möbius e un intero treno di pensieri percorre adesso la rete neurale garantendone la funzione basilare.

Ma cosa è accaduto durante quarant’anni? La formazione è continuata nel confronto con la teoria e con la prassi professionale. Non ne so molto di più di prima. La relazione è prevalentemente inconscia…. Il ricordo è ricreazione…. Bisogna realizzare e attuare l’interesse del medico… E, ancora:

Curare in una relazione garantita dal tempo. Ci sono differenze tra i termini della relazione psichiatrica che non sono riducibili alla polarità di coscienza/inconscio. Sono differenze nella funzione mentale: sono il transfert e il contro transfert. Ma sono anche idee differenti DI transfert e contro transfert. Di COSA essi siano. Modi diversi di concepire origine conclusione e durata di ogni rapporto. Di ogni segmento temporale condiviso.

La trasformazione del tempo in linguaggio è per alcuni creazione di tempo ulteriore, vita psichica che si origina alla nascita nelle circostanze immediate di venire alla luce. Certezza dell’origine materiale della vita mentale è addormentarci al sole dicendo a se stessi:  “Il pensiero nel sonno è un mondo mentale non irreale …

Il tempo è per moltii lo stillicidio di una perdita, la morte e non la nascita. Questi molti non hanno consolazione dal finalismo provvidenziale cui ricorrono. Niente li consola del tempo dispensato dalla morte che essi hanno di fronte poiché alla morte hanno delegato, non si sa da quando, la custodia di una moralità infedele.

Perché essi dicono a se stessi: “Il ‘nulla’ è ‘realtà’  mentale…” Non è vero. Ma a causa di questa convinzione la morte presta loro frammenti quotidiani di un tempo assoluto. E la sera riscuote il prestito traendo a sé i debitori. E’ l’insonnia. E’ l’impossibilità di lasciarsi andare. La nevrosi ossessiva del controllo..

Transfert, contro transfert, inconscio, coscienza. Ora anche le ricerche di neurobiologia dicono che il rapporto tra gli esseri umani è essenzialmente non cosciente. Transfert, contro transfert, inconscio, coscienza, tempo, linguaggio. Bisogna andar via dalla polarità di coscienza e inconscio. L’uno non è OLTRE l’altra.

Coesistono nello spazio biologico, pensiero cosciente e non cosciente, ma sono sempre sembrati irriducibili. E si è pensato che avessero differente origine… (: Platone). Ora possiamo intuire, (contro-intuitivamente!!), che il tempo è l’unica dimensione nella quale possano esprimersi senza annullarsi. L’immagine di un tempo einsteiniano è quella adatta alla teoria nuova?

Quaranta anni da IDMEC e solo questo so dire: il pensiero senza coscienza è tempo umano non assoluto e per questa sua ‘relativa’ costituzione è soggetto ad essere alterato e fatto ammalare. (….  continua )

nota: IDMEC= Istinto Di Morte E Conoscenza


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